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domenica, 18 maggio 2008

Crepe sui muri.
Voragini d’assenza
E di silenzi.
Un varco è il cuore
E non semplice porta
Che s’apre o chiude.
Ago pungente
Su tessuti di carne,
Il desiderio.
Con filo amaro
Sull’anima ricucio
Strappi di sogni.
Riyueren

sabato, 17 maggio 2008

Si spacca il seme
Germoglia la mia terra,
E con dolore.
Ho camminato,
Ora danzo le foglie
E seguo il vento.
Riyueren

Guardando una mia vecchia foto, del '77 .Tanti,tanti sguardi fa...gli occhi del Brutto Anatroccolo,nel periodo più doloroso della sua vita. Ma la lupa ha sempre saputo ricominciare.Questa volta è molto più vecchia...e forse anche un pochino più saggia. Hoka Hey.Hanta Yo!
venerdì, 16 maggio 2008

Per la strada che sono
Per la strada che sono, voglio andare
Diradarmi le nebbie sul confine,
Mia terra sconosciuta,terra d’ombre,
E camminarmi nuda in bene e in male
Riposando sul ciglio dei miei sogni.
Non più pensiero curvo in mano altrui,
Ma cuore d’acqua in fiume di cristallo.
Mi scaverò al candore delle ossa
E come flauto chiamerò il respiro
A sperdere il dolore della sabbia
Nei giorni di deserto e di silenzio,
Spezzando te, onnivoro sorriso
Che mi confini ad angoli di tempo
Nelle catene d’oro di un abbraccio.
Eternità di nulla e d’infinito
Sulla mia carne ha impresso la tua assenza.
Ancora un giorno da scagliare in cielo,
Notte oscura da non addormentare.
Presto verrò,vestita d’orizzonte
(Ho frantumato specchi di ricordi
Senza gettarne i vetri sui miei passi).
Il mio ritorno è un volo solitario,
Il canto colorato di una foglia.
Io danzo il vento e bacio le sue labbra.
Soffio di libertà,il mio sentiero.
Sorgente d’azzurro,e di emozioni.
Spogliandomi del Vuoto io Cammino
In Bellezza,a cuore e sguardo alto.
Anima intera e finalmente mia.
Eccomi.Certo che, dopo le parole meravigliose di un capo indiano,le mie suonano del tutto inadeguate. Ma poteva questa lupa non camminare sul foglio l'ennesimo notturno?Specialmente se fuori piove?
Ecco così che anche su Innerland piovono parole,stanotte.Una volta tanto, non per riempire un vuoto.
Sarà che lì sopra ci sono i riflessi del vento sull'acqua che scorre,la foto che ho scattato al mio fiume,anzi,la foto che il fiume ha regalato a me.
Dicono che le foto "rubano" l'anima. Non so, io ho l'impressione che ci permettano di condividerla. Semplicemente.
Mi basta guardare quei riflessi per sentirmi a casa.
Un abbraccio d'acqua e di luce. E il soffio del vento che mi sussurra al codino. Perchè questa lupa ha davvero una coda bianca,lunga e sottile. Un codino che non taglierò mai, giusto una spuntatina ogni tanto. E che asciugo col phon,attorcigliandolo con le zampe (non ho mai imparato a fare le treccine). Eccolo lì, che fa il serpentello sotto all'orecchino indiano. Ormai comincio a pensare che sia dotato di una vita tutta sua. Questa settimana,lontano dalla palestra,perchè la lupa è stata maluccio, se ne stava a letto depositato sul cuscino:imbronciato. Appena possibile,la lupa lo porterà a fare un giro,magari insieme al cane indiano. Adesso...buona notte! Codino e lupa vanno ad arruffarsi nei sogni.
Riyueren

venerdì, 16 maggio 2008

Foto di Riyueren
O Grande Spirito, la cui voce sento nei venti ed il cui respiro dà vita a tutto il mondo, ascoltami.
Vengo davanti a Te, uno dei tuoi tanti figli.
Sono piccolo e debole.
Ho bisogno della tua forza e della tua saggezza.
Lasciami camminare tra le cose belle e fa’che i miei occhi ammirino il tramonto rosso e oro.
Fa’ che le mie mani rispettino ciò che Tu hai creato, e le mie orecchie siano acute nell'udire la Tua voce.
Fammi saggio, così che io conosca le lezioni che hai nascosto in ogni foglia, in ogni roccia.
Cerco forza, non per essere superiore ai miei fratelli, ma per essere abile a combattere il mio più grande nemico: me stesso.
Fa’ che io sia sempre pronto a venire da Te, con mani pulite ed occhi diritti, così che quando la vita svanisce, come la luce al tramonto, il mio spirito possa venire a te senza vergogna.
Preghiera di Yellow Lark, capo indiano Sioux
martedì, 06 maggio 2008

Ho "prelevato" da un commento qui sulla mia terra queste meravigliose farfalle.Mi piace l'idea che svolazzino nel mio cielo.Almeno sino a che la lupa non tornerà.
Devo andare via per un po',non so ancora per quanto.Ma penso di tornare.E spero di poterlo fare presto.
Non una poesia,nè un renga...e neppure un notturno.
Ma una meditazione che mi accompagni in questo silenzio.
"Non si può riempire un vuoto con un altro vuoto."
E neppure un'assenza con un'altra assenza...o con una lontananza.
Nè un silenzio con un semplice rumore di parole...neppure con un'eco.
O,peggio,con un altro silenzio.
Tornerò a scrivere qui quando sarò riuscita a riempire questo vuoto.
Quando avrò imparato a riempirlo di me.
Vi abbraccio.Vi voglio bene.A presto.
Riyueren

Foto di Riyueren
domenica, 04 maggio 2008
Immagine dal Web
Acqua nell’acqua
Per unirmi a me stessa.
Goccia di ombra.
L’erba accarezzo
Lungo il corso dei sogni.
Alba d’incerto.
Naufrago il cuore
Sulla riva del fiume.
Voce notturna.
Riyueren 
sabato, 03 maggio 2008

Foto di Riyueren
Anima mia,
Di un’ Eco,ti accontenti,
E di un Riflesso.
Sono soltanto Ombre
D’Attimi indifferenti.
Canta d’Assenza
L’onda che corre a riva
E s’allontana.
Voce che mi frantuma
In rivoli di sale.
Riyueren
venerdì, 02 maggio 2008

Foto di Riyueren
Questo Dolore
Sul cuore mi cammina
A passi lievi.
L’Anima scava
Con dita delicate,
E non distrugge.
Se mi uccidesse,
Vita più non avrebbe.
Saggio Dolore.
Riyueren
giovedì, 01 maggio 2008

Foto di Riyueren
Il solito notturno. Forse perché la lupa ormai si è abituata a camminare nella notte,in quel silenzio sacro che l’avvolge di stelle o di nuvole, a seconda dei cieli.
Forse perché le lontananze, nella notte, sono ancora più lontane e l’Orizzonte s’immerge nel mare:solo il velluto dell’oscurità,davanti agli occhi. E nelle pieghe del cuore.
Il muso di una lupa cerca qualcosa di solido a cui appoggiare il suo viaggio,una sosta di luce fra le braccia della notte. Ma ci sono solo i profumi del vento. Ci vorrebbe una mano o anche solo una zampa,per aiutarla a scrollarsi di dosso la polvere di tutte le strade del mondo.
Una mano che tiene la tua,perché può bastare una mano , a proteggere l’anima dal freddo della vita. Una semplice mano,nient’altro. Una mano che tenga la mia nella luce,non nell’ombra di molte parole.
Abbiamo volato insieme, noi due. Ma sempre e soltanto nel buio. Le mie ali non riescono più a portarti,il mio volo è stanco. Questo nostro cielo è diventato un deserto.
Questa “cosa più grande di noi”,così tu l’hai definita,sei riuscito a farla diventare così piccola…povera la nostra stellina. A forza di vivere nella menzogna, l’Oscurità si è bevuta la Luce.
La lupa deve andare da sola nella notte, posando l’anima e le zampe sulle spine dei ricordi, anche di quelli meravigliosi e lontani. Non temere,ci sono abituata. Non farà troppo male, neppure stavolta.
La stellina è rimasta con me:di noi due sono quella che più ne aveva bisogno. E poi, una piccola luce di lucciola mi aiuterà a ritrovare il sorriso.
Riyueren
martedì, 29 aprile 2008

Foto di Riyueren
Un colore di foglie
Accompagna il mio sguardo
All’Autunno.
In ali di rondini
Il Cielo vola domande.
E’ il suono di un’unica mano
A cantarmi risposte.
Amo le crepe sui muri
Dove abita l’erba tenace
E la Pioggia che esalta i profumi.
Riyueren
lunedì, 28 aprile 2008

Foto di Riyueren
Alberi nuovi
Vesti di seta verde.
Corte radici.
Anima di corteccia
Rugosa di silenzi.
Riyueren
sabato, 26 aprile 2008

Foto di Riyueren
D'ogni Silenzio
Murate le tue labbra.
Aprire un varco...
Al mio sguardo di foglia
Parla soltanto il Vento.
Riyueren
venerdì, 25 aprile 2008
Foto di Riyueren
Io sono Cielo
Fra le tue braccia sbarre.
Gabbia di stelle.
Riyueren
mercoledì, 23 aprile 2008

Foto di Riyueren
“Mia madre mi partorì pieno di domande sottili …” (Neruda)
Sempre troppe domande. Al mondo e a me stessa. Sarebbe stato più facile vivere senza farsele, quelle domande? Stasera non voglio rispondere a questa. Ed è già una risposta. Da certi sentieri neppure la lupa può allontanare le orme. E neppure la polvere su cui finiscono per imprimersi.
Innerland è la terra di un’anima imperfetta che cerca di conoscersi attraverso le parole. Un’ikebana di pensieri ed emozioni. Tagli di sillabe e di cuore, rispettare l’essenza del Vuoto, l’assenza di acqua, a volte. Infilzare i desideri sui chiodi del dovere, piegare lo stelo della volontà … per cosa, poi?
C’era una bambina che soffriva, da qualche parte, come un fiore tagliato in un vaso senz’acqua. Io non voglio più che soffra, non voglio più ascoltare le sue lacrime.
Non m’importa della sua perfezione di dolore, non è il genere di perfezione compatibile con la vita. Fare di tutto per essere amati. Farsi piccoli piccoli per non disturbare, dire “scusami” quando ti pestano un piede, pensare “ma in fondo mi vuol bene” quando ti pestano l’anima.
Quel desiderio di carezze, anche finte, purché tu ti senta viva, mentre sono gli altri, a viverti, e a vivere. Sulla pelle della tua anima. E poi, avere sensi di colpa, quando sai benissimo che gli altri non ne hanno mai avuto nei tuoi confronti …
C’è una bambina che non piange più, neppure dentro. Le lacrime sono finite, questa donna se le è asciugate da sola. Non ne è rimasta neppure una:l’acqua ora serve a ben altro. Un bel fiume su cui navigare, far galleggiare le parole come tante barchette.
Voglio regalarmi un sorriso.
Ho estratto la carta della Consapevolezza. C’è disegnata una fatina con alle spalle un bel castello e tante nuvolette viola. Sembra una principessa. Tiene tra le mani un grande cuore rosso, come il petalo di geranio che ho trovato l’altro giorno sotto la pioggia sul davanzale della finestra in cucina, e poi ne ho fatto un haiku.
“… tu a tutte rispondi” (continua Neruda) in una splendida poesia d’amore.
Non mi risponderà nessuno. Anche perché stavolta non ho intenzione di ascoltare, nel caso qualcuno provasse a rispondere. Userò la scusa che sto diventando sorda, anche se la mia anima ha occhi e orecchie anche troppo funzionanti.
Non intendo delegare ad altri la risposta alle mie domande. Non chiedo più niente. A nessuno.
Nessuna domanda, nessuna risposta.
Del resto, ormai, ho le risposte senza neppure fare le domande.
Mi basta ascoltare il vento. Che si origina dal centro di me stessa. Lì c’è proprio tutto. Nel vento ci sono io. Ed io sono il vento. Sul vento una Lupa Bianca corre veloce.
Quando il vento riposerà, anche la Lupa Bianca fermerà il suo cammino.
Non prima.
Riyueren
lunedì, 21 aprile 2008

Foto di Riyueren
Grazie ai suoi haiku, la lupa è stata invitata ad un minicorso di Ikebana.Che letteralmente significa:Fiori viventi.
Si tratta di un'arte molto antica, nata in Cina e in India,ma sviluppatasi in Giappone intorno al VI sec.d.C,inizialmente come offerta floreale votiva per diventare poi espressione artistica.
In origine, infatti, era praticata dai monaci buddisti:le composizioni, dovendo essere poste davanti a statue del Buddha alte anche trenta metri,potevano raggiungere i due metri d'altezza.Quando anche i nobili cominciano a praticare il buddismo, questo genere di composizioni entra nelle case aristocratiche.Ma non sarà permesso alle donne sino alla fine del XVII sec., quando la pratica dell'ikebana si apre anche alla classe sociale dei mercanti.E per le donne colte diventa un dovere, insieme alla poesia e alla cerimonia del tè.
Inizialmente si adoperavano contenitori verticali,adatti ai fiori tipici del Giappone come crisantemi,iris...ma si adoperavano anche rami di pino, bambù...Quando a metà '800 il Giappone si apre all'occidente,arrivano nuovi fiori,i nostri, dalle corolle pesanti:si passa così alle ciotole, perché i vasi alti non possono essere usati.
Ci sono numerose regole da rispettare.Intanto gli elementi devono essere dispari.Nella forma antica, più complicata,ne occorrevano 7:tre rami principali e quattro secondari.Il ramo più alto rappresentava il Cielo, quello più basso la Terra, l'intermedio l'uomo.Questo per indicare che tutto deve essere in armonia.
Un elemento molto importante è il Vuoto, che nelle nostre composizioni floreali occidentali è ignorato.
La composizione nella foto, a mio parere la più bella di tutta la mostra, si chiama "Fiori danzanti"ed è di scuola moderna, dove viene dato spazio alla creatività.Qui il Vuoto si vede benissimo.A me fa venire in mente una frase di Gibran:"Vi sia spazio nella vostra unità e tra voi danzino i venti dei cieli".
Questo, per quel che riguarda i cenni storici.
Ora la lupa vi spiega come funziona.
I fiori vengono posizionati su di un rettangolo irto di chiodi, simile a quello dei fachiri.E già a questa vista mi prudevano le zampe.Poi, essendo in un museo, non si poteva usare l'acqua, quindi i fiori erano "fiori assetati e moribondi".
Ad ogni colpo di cesoia( attrezzo costosissimo, pare sui 60 Euro...penso che quest'arte sia rimasta aristocratica) il cuore della lupa perdeva un colpo.
Durante la spiegazione mi sembrava di essere in un'aula di anatomia, con l'insegnante che tagliuzzava il paziente (in questo caso non ancora cadavere) dando spiegazioni e rispondendo alle domande del pubblico.
Però...ieri pomeriggio è arrivata una maestra giapponese, per la dimostrazione finale.E tutto è cambiato.All'improvviso ho avuto come l'impressione che i fiori fossero consenzienti.Quasi felici.Vedere questa piccola vecchia signora fasciata nel suo kimono, con tutti quei metri di obi attorno alla vita, sentire la sua richiesta: permetterle di stare in silenzio mentre preparava le composizioni...osservarla scrutare ogni singolo ramo fiorito e poi fare tagli veloci che creavano il vuoto in quelle sommità troppo piene...sembrava di vedere una danza.
Non si può descrivere a parole l'emozione.Questa lupa aveva gli occhi lucidi.I gesti sicuri, la concentrazione, il silenzio...ed i fiori che, non so come, sembravano risplendere.Di vita e bellezza.
Mi è venuto in mente quel bellissimo libro "Lo zen e il tiro con l'arco":ho capito quel che si prova davanti ad un Maestro.
Anche se sono decenni che non colgo più un fiore.Preferisco vedere la natura nella natura, non "impossessarmene" per ricrearla.Mi piace sentirmene parte.Essere io ad "entrare", non io a "togliere".
Ma, nelle mani della maestra giapponese,i fiori hanno danzato al massimo della loro bellezza.Ogni composizione, nella sua semplicità, nella sua essenzialità, era regale.
Tutto questo è molto zen.Vorrei potermi affidare alla vita come quei fiori a quelle mani capaci.Rifletterò sul concetto di apertura.E sul Vuoto che fa risaltare la Pienezza.
Riyueren
domenica, 20 aprile 2008

Foto di Riyueren
Un ramo nudo
Fiorisce del mio cuore.
Petalo rosso.
Riyueren
giovedì, 17 aprile 2008

Foto di Riyueren
Lascia il tuo sguardo
Sulla mia mano vuota
Un orizzonte.
Riyueren
lunedì, 14 aprile 2008

Foto di Riyueren
Lacrima non è,
Ma Foglia di Rugiada,
Il mio Dolore.
Il tuo Abbraccio di Pioggia,
So che non è un Addio.
Riyueren
domenica, 13 aprile 2008

Scriverti. Per accarezzare di parole la tua pelle. Sfiorare piano con l’anima il corpo nudo del tuo silenzio. Entrare nella tua bocca con il mio respiro. Abbandonare la mia lingua al tuo desiderio di miele. Cantare su di te il mio incantesimo. Legarti le mani alla mia voce per condurre il tuo corpo nel mio. Mi brucia nel cuore la sete dei tuoi passi lontani. Tu sei un ritorno di attimi. Un volo d’inquietudini. La mia rugiada di sogni. Come due gocce d’anima. Che danzano insieme la carne. Sciogliendosi l’una nell’altra. Il mio arcobaleno di labbra a disprezzo del buio.
Scriverti. Per averti e camminare i tuoi sogni. Nient’altro di noi ci rimane. Lo stupore dei giorni. E le notti, a vederci divisi.
Riyueren
sabato, 12 aprile 2008

Foto di Riyueren
In Vento e Pioggia
Cavalco la Tempesta.
Azzurro,dentro.
Radici sono gli Occhi
E mi disseta il Cielo.
Riyueren
postato da: Riyueren alle ore 10:06 |
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