Come ogni mercoledì pomeriggio, la lupa è andata a scuola di disegno. Io amo le sfide, da un po' di tempo a questa parte...chissà quanto c'entrano i Fiori di Bach, ma dall'agosto 2006, quando la mia amica erborista mi ha detto:"Certo che puoi provare i Fiori di Bach, ma pigliati un libro e arrangiati, che sei perfettamente in grado di capire da sola quelli che sono adatti a te"(e i libri, da uno, sono poi diventati parecchi), la mia vita ha cominciato a cambiare, e in meglio. Può darsi che fosse arrivato il momento, ero a terra, la mia autostima era inesistente praticamente da sempre, mi trovavo frantumata in mille coriandoli e il vento mi stava portando via, allontanandomi da me stessa e dal mio sentiero.
Forse i Fiori di Bach hanno funzionato da catalizzatori, non so. Certo è che da allora ci sono stati parecchi cambiamenti nella mia vita e nel mio modo di pensare. Effetto placebo? Ne dubito, anche perché li ho sperimentati, previo consenso, sul Principe e su Sir Gentian, le persone più refrattarie che io conosca, loro credono a quello che vedono: risultati spettacolari. L'ultima miscela è stata miracolosa: il Principe non dorme praticamente più nel piatto èd è diventato dolcissimo, lo era anche prima è vero, ma solo ogni tanto, adesso lo è sempre. E Sir Gentian sta reagendo bene alle notizie catastrofiche della Borsa, è persino diventato ottimista...
Ma torniamo al disegno. Fra un po', se continua così, questa lupa dipingerà anche con la coda, visti i buoni risultati che ottiene con la matita tra la zampe. Questa era proprio una sfida: ricordo benissimo i miei 5 in disegno, e i pianti solenni nelle medie, perché Sir Gentian facesse lui i compiti di Educazione Artitica, ero la negazione assoluta. Che la vecchiaia riesca a darmi davvero la saggezza? Sono diventata brava, incredibile. Oggi l'insegnante mi ha detto che non riesce a capire come io faccia così bene il chiaroscuro sul foglio liscio, "dipende dalla mano, la Sua è molto bella, delicata, Lei ha molta pazienza e precisione". Mia madre si rivolterà nella tomba, anzi, nella cassettina: sua figlia delicata, calma e paziente? No, mamma, è che ora tua figlia è se stessa, è determinata, è questo che le ha dato, le sta dando, equilibrio e armonia.
Prima c'erano, ci sono, le sensazioni, le emozioni, poi vengono i pensieri, che sono le sensazioni incanalate (non imbrigliate, non prigioniere) in parole, prima nella mente, poi sul foglio o nel dialogo: in quest'ultimo caso il messaggio ha un doppio potere, quello del significato a cui si aggiunge l'energia concentrata del suono (e se penso alla voce cantata, quando la vibrazione raggiunge il massimo della potenza...! avete mai letto "Il misticismo del Suono" di Hazrat Inayat Khan? beh, ne parlerò in un prossimo post).
Quello della scrittura era un modo, un mondo, che già conoscevo. Per dirla alla Pessoa, era il mio modo di stare da sola, da quando alle elementari ho capito che con una penna in mano io potevo volare. Scrivere era un modo per gestire la mia diversità, per colorare la mia solitudine. Scrivere significava avere una voce, anche se era comunque uno stare in silenzio, quel silenzio aveva una voce tutta sua, era la mia voce, la voce delle mie emozioni, dei miei pensieri: così potevo conoscermi. Ci ho messo un po' a capire che scrivendo potevo anche entrare in contatto con l'esterno, dialogare non solo con me stessa, ma anche con un filo d'erba, con l'acqua, le pietre e gli alberi. Tutto è vivo, perchè tutto è danza, anche e soprattutto quello che appare più solido ai nostri occhi.
Scrivere era diventato osservare, e infine "vedere".
In seguito ho percorso il sentiero della voce, quel cammino meraviglioso che utilizza la cosa più naturale e più "viva" del mondo, il respiro, per diventare anima. Il teatro, da ragazzina, in seguito il canto: per me, la via migliore, perchè più immediata, alla conoscenza di sé. Ogni miglioramento nella propria vita si rispecchia nella voce, e viceversa.
Ho approfondito le tematiche della musicoterapia, appreso le sue tecniche. Anche qui si è trattato di capire l'osservazione, imparare un modo nuovo di "vedere" gli altri, soprattutto le persone in difficoltà, l'empatia, l'entrare in relazione soltanto con il suono, vocale e/o strumentale, specie con gli autistici...
Lo stesso ho dovuto fare quando ho voluto capire, carpire, la percezione dello spazio attraverso il movimento del corpo. Le lezioni di danza del ventre sono state un'esperienza unica. Con questa danza la donna non seduce un uomo,mi hanno insegnato, ma seduce se stessa. I movimenti sono basati su quelli degli animali, la "grazia animale" che noi possediamo, forse, solo da bambini.
Arrivata a "vedere" in un certo modo, con una particolare intensità, non potevo che avvicinarmi al disegno, cosa che avevo tenuto per ultima, non la consideravo nemmeno, perchè la credevo impossibile, almeno per me.
Eppure ora i miei occhi vanno dall' oggetto al foglio, e la matita segue quello che loro vedono. E il mondo tutto attorno è diventato un gioco di luci e di ombre, e non esiste colore che non ne abbia in sè infiniti altri: riuscire a distinguerli è bellissimo, e ancora di più lo è riprodurli. Ho detto all'insegnante che cosa voglio imparare a disegnare: la natura, specialmente le foglie, gli alberi e l'acqua, ma, sopra ogni cosa, voglio disegnare i cieli. E, se possibile, illustrare quello che scrivo.
I cambiamenti che sono avvenuti nella mia vita, le scelte e le non-scelte, le decisioni e le in-decisioni, mi hanno portata a questa specie di metamorfosi. Certo, come ho scritto anche a Marilena, fa uno strano effetto la libertà, è come una vertigine, forse perché ti rendi improvvisamente conto che stai volando e ti stai reggendo sulle tue ali, da sola, ma in volo! Fa effetto specchiarti nelle parole e ritrovarti cigno e non brutto anatroccolo, cavallo e non somaro, lupa e non cagnolina scodinzolante.
Mia madre, se ci fosse ancora e potesse parlare, direbbe "non hai ricavato nè ricaverai un bel niente da tutto questo, neppure una lira, come tuo solito".
Hai ragione, mamma, sono rimasta una poveraccia, povera di tutto, tranne forse di follia e di sogni. Ma quando scrivo quello che sento e quello che vedo, quando posso cantarlo,quando posso disegnarlo, condividerlo regalandolo agli altri, la mia anima è ricca.
Riyueren